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Dove c’è il sole c’è la vida……..il freddo è muerte. Racconti di un viaggio.

Il viaggio nell’Andalusia, inizia con la mia prima parada a Siviglia, per poi proseguire a Cadice, Cordoba, Granada e Malaga.

“Un bizzarro taxista  mi parla tra lo spagnolo, l’inglese e l’italiano: Sevilla è un paese caliente, c’è il sole e dove c’è il sole c’è la vida… il freddo è muerte. A Seville si mangia poco e spesso, ogni due ore, tapas e vino, se cammina, se cammina, siesta e poio la sera se fa fiesta. Donne sono al numero uno e poi c’è il flamenco. Seville è sole è dove c’è ey sole c’è vida. Plaza de Spana, Cattedrale, Palazzi imperiali, ma la Plaza de toros è da non perdere.”

Eggià, il bizzarro taxista aveva ragione su tutto.

L’Andalusia si è lasciata scoprire a prima mattina, o meglio, a colazione che proprio a prima mattina non era…. In Spagna si fa colazione mediamente verso le 10.30. E’ una colazione lenta con profumo di bagnoschiuma addosso, un velo di cipria, mascara e burrocacao sulle labbra. Un caffè lungo e leggero accompagnato in un sali e scendi come la loro splendida S di “amigos, ¡buenos días”, da dolci fritti da inzuppare in marmellate o cioccolato fondente e prosciutto crudo (jamon) da mangiare su pane tostato con un filo d’olio d’oliva.

In Andalusia anche il sole non va di corsa. La Spagna possiede il fascino di un abito in seta leggero da abbinare a un pull in cashemere. Albeggia tardi, il giorno fa caldo e la sera verso le 18.00 fa subito fresco. Si passeggia in un continuo profumo di aranci e gelsomini. La gente è tutta cordiale, disponibile e gentile. Case colorate di giallo ocra come la sabbia delle arene e rosso granada, negozi di abbigliamento, parrucchieri e locali con artisti di flamenco, tra mille bottiglie di liquori e teste appese di toro non puoi non pensare di essere in una pellicola di Almodovar, con accanto seduta, Penelope Cruz e Antonio Banderas. Tra i loro piatti, ovviamente, primeggiano le tapas, porzioni singole del nostro classico antipasto all’italiana. A me è piaciuta tanto la salmorejo è una zuppa fredda al pomodoro con pane, aglio e olio. Encantada da questa terra.

Come sempre ho viaggiato con gli occhi di una bambina. Ho guardato attraverso l’ingenuità, libera di poter fantasticare. Nuvole che prendono la forma di elefanti e farfalle, ho banchettato con alberi di melograno e ballato con il canto degli uccelli. Per me viaggiare è un modo per distogliere i pensieri verso adulti che hanno smesso di amarsi, dove le parole hanno perso senso, dove le bugie sono cariche di rabbia. Viaggiare è una favola nella quale tutto ciò che conta è l’amore viscerale verso l’emozione, la bellezza, come quello di una bambina verso il suo papà, viaggiare è amore per la libertà.

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