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Il mio Natale!

Buongiorno amiche e amici!

Oggi, il mio 2017 inizia nel’amore delle abitudini.

Sveglia alle 7.00. Indosso un legging e un maglione over, capelli attorcigliati in un chignon.

Latte caldo con miele e una bella fetta di panettone insieme a Cuba e Carlotta, a proteggermi.

Legna a rifocillare la mia stufa a legna.

Sul tavolo, fogli, computer, lenticchie, farine per nuove ricette, disegni e foto di abiti da cui prendere ispirazione per nuove creazioni.

Come avete trascorso questi giorni di festa?

Le mie feste sono trascorse come ho sempre desiderato.

Il Natale è stato veramente magico.

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Meta Lubiana in Slovenia. Una città non molto grande dove tutto è splendidamente addobbato e curato. Nelle strade c’è profumo di vin brulè e sidro di mela e cannella, di cui vi consiglio, se andate in questi posti, di assaggiarlo, è veramente squisito. Mandorle caramellate, lucine dappertutto e  i negozi sono tante casette pieni di cappotti in lana, cappelli con bon bon, calze scozzesi e guanti a forma di renne.

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Il mio babbo, si chiamava Natale, e sia a lui che io, quando arrivava dicembre, eravamo felici, ma al tempo stesso molto tristi. Sono nata in una famiglia cristiana cattolica, ma dopo un anno dalla mia nascita, mia madre è diventata Testimone di Geova e con il tempo anche gli altri componenti della famiglia, tranne mio padre e una mia sorella, simpatizzanti alla religione. Della mia religione, non rinnego nulla e continuo a crederci, pur non frequentando più già da ben 20 anni la loro congregazione, ma la tristezza di quei giorni me la porto dietro. Quella bambina che guardava dalla finestra, famiglie sorridenti, intorno a tavole imbandite e pacchi di regalo. Ricordo sempre, di una volta, che durante il periodo di Natale, fummo invitati a a cena da un amico di mio padre. Nella loro casa avevano un piccolo, misero, alberello, con le classiche lucine di plastica, sono stata ore ed ore a guardarlo e per anni continuo a sognare quel piccolo alberello scheletrico con lucine colorate. Quello che mi faceva più male era non poter parlare del mio vero stato d’animo e l’essere ghetizzati dagli altri come diversi. Purtroppo gli anni passano e se tutto diventa più moderno a volte le minoranze religiose, gli ideali, la sessualità vengono ancora una volta occultate, invece sono personalmente convinta che le minoranze, le diversità devono avere lo stesso spazio che si concede per le altre cose considerate “normali”.  Non dobbiamo avere paura d parlarne solo così possiamo aiutare chi sta vivendo una vita diversa dalla massa di sentirsi parte integrante.

Auguro a me, alle persone che amo, e a tutti voi un 2017 fatto soprattutto di amore.

Un amore sincero e leale che sappia proteggere dalla cattiveria, ad amare noi stessi,perchè spesso le gelosie, i dispetti, l’invidia nei confronti degli altri è dovuta al non volerci bene. A vivere la vita con leggerezza a prenderla così com’è, ogni giorno, con la sua pioggia e con il suo sole.

Auguro un 2017 dove ognuno possa godere giorni sereni, con frammenti di felicità.

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